Resistenze
Storie di uomini, di donne e di montagna
L’associazione Ecomuseo del Lagorai propone quest’anno l’ ottava edizione di rESISTENZE, un festival che ha l’obiettivo di aprire le porte del nostro territorio a personaggi significativi del mondo dell’alpinismo, dello spettacolo e dell’editoria che possano arricchire con la loro presenza l’offerta culturale nei nostri piccoli paesi.
Il titolo rESISTENZE appare significativo: mira infatti a raccontare storie di uomini, di donne e di montagna, luogo dove spesso esistere significa anche r-esistere.
RESISTENZE 2026 porterà nella nostra valle i protagonisti di un podcast a cura di METS; un quotato alpinista, una lecture teatrale ispirata ad un famoso racconto, e un film documentario di uno scrittore già ospite del nostro festival.

VENERDÌ 25 SETTEMBRE ORE 18.00
Telve, parco di Palazzo
Lecture del libro “Il peso della farfalla” di Erri de Luca, una immersione sonora in alta montagna, l’incontro fra un camoscio e un cacciatore.
Il testo affronta in modo poetico e profondo il rapporto tra l’essere umano, la montagna e gli altri esseri viventi. Il libro narra la storia di un magnifico camoscio, signore delle montagne, e di un cacciatore che desidera concludere la sua carriera catturandolo. Entrambi giunti alla fine delle loro vite, con i momenti più vigorosi ormai alle spalle, condividono una reciproca ammirazione e una storia leggendaria. Nel corso della narrazione, i due protagonisti troveranno la loro fine in un confronto eroico, realizzando così i loro sogni.
Scritto nel 2008, “Il peso della farfalla” è ancora estremamente attuale. È un racconto che mette al centro l’equilibrio fragile tra uomo e natura, la responsabilità dello sguardo umano e il senso del limite. Un progetto artistico in cui ambiente e musiche diventano parte integrante della narrazione.

GIOVEDI’ 1 OTTOBRE ORE 20.30
Telve di Sopra, Museo Tarcisio Trentin
In un contesto segnato da fragilità ma anche da nuove possibilità, il podcast dà voce a una generazione che ha scelto consapevolmente di restare, tornare e costruire il proprio futuro in quota: un viaggio in 10 episodi tra le valli del Trentino, che racconta le storie di 15 giovani che hanno scelto di vivere la montagna trasformandola in spazio di vita e di lavoro.
Le loro esperienze restituiscono uno sguardo autentico sulla complessità del presente, tra sfide quotidiane e nuove opportunità. Dalle loro voci emerge un legame profondo con il territorio e una visione condivisa, fatta di attenzione all’ambiente, rispetto delle radici culturali e capacità di innovare senza perdere identità.
Ne nasce il racconto concreto di una generazione che, con impegno, consapevolezza e resilienza, contribuisce a definire il volto di una montagna contemporanea, viva e in trasformazione.

VENERDì 2 OTTOBRE ORE 20.30
Torcegno, Casa dell’Ecomuseo
Matteo Della Bordella è uno degli alpinisti italiani più noti della sua generazione, celebre per il suo stile leggero e per le ascensioni in ambienti estremi. Membro dei Ragni di Lecco, nel corso della sua carriera ha aperto vie ritenute impossibili e ottenuto prestigiosi riconoscimenti.
Ha realizzato ripetizioni di prestigio in Patagonia, Himalaya, Groenlandia e in diverse altre aree remote del pianeta. Tra le imprese più celebri ricordiamo le salite al Cerro Torre e al Fitz Roy in Patagonia, le avventure in India e Pakistan e la traversata della Groenlandia in kayak. Il suo impatto nell’alpinismo trascende i risultati raggiunti in parete: Matteo è ideatore del CAI Eagle Team, un progetto che dà la possibilità a giovani talenti dell’arrampicata di cimentarsi su nuove pareti, e di Climb&Clean, iniziativa che si propone di sensibilizzare sull’abbandono dei rifiuti nei pressi delle zone di arrampicata. Un viaggio virtuale con immagini straordinarie che si concluderà con il documentario Oltre i venti del sud, dedicato alla prima salita invernale della via Casarotto al Fitz Roy.

VENERDì 9 OTTOBRE ORE 20.30
Carzano, sala ex scuole
Se la montagna potesse parlarci, sapremmo ascoltarla?
Attraverso lo sguardo dello scrittore Matteo Righetto e il suo incontro con alpinisti, studiosi e persone che in montagna vivono e lavorano, il film-documentario riflette sul valore etico dell’alta quota in un’epoca di crisi ecologica e di pressione turistica. Le Dolomiti emergono come sentinelle della crisi climatica, luoghi fragili e simbolici che invitano a rallentare. Ma il racconto non nasconde le contraddizioni fatte di code di auto, turismo di massa e atteggiamenti superficiali che convivono con una crescente vulnerabilità dell’ambiente. La montagna non è solo uno scenario, ma un corpo vivo che ci invita a un cambiamento radicale. Immagini contemporanee si alternano a filmati di famiglia in Super8, rivelando quanto rapidamente il paesaggio sia cambiato nel corso di pochi decenni. Il risultato è poetico e invita a ripensare il nostro rapporto con la montagna e, più in profondità, il nostro modo di abitare il mondo.

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