PASCOLI E POESIA

La libera Associazione Malghesi e Pastori del Lagorai

organizza con il patrocinio dell’Associazione Ecomuseo del Lagorai

JULIAN ZHARA introduce Massimo Libardi

MALGA CAGNON DI SOPRA, DOMENICA 23 AGOSTO ORE 16.00

Nel meraviglioso scenario di Malga cagnon le poesi del poeta emergente Julian Zhara reciterà i suoi versi, mostrandoci la sua concezione di poesia, ” una lingua che balla sul ritmo dei propri passi, l’inconscio che si incarna nel dizionario, il suono della frizione tra ciò che chiamiamo vita e quanto sappiamo in parole”.

«Nella lingua dei tuoi antenati / la parola amore se esiste è letteraria, / in mezzo ai campi si fa altro, in amore / è la patata che si squaglia, un raccolto / impazzito, è in amore un uomo che sbanda, / il bestiame che non obbedisce; / bastava allora il voerse ben. // Nella lingua dei miei antenati, / preti, ufficiali e mercanti, / l’amore viene versato altrove / e se avanza, all’amata – bisogna quindi, disporne; / e ridiamo di quanta zavorra e detriti / trascina dietro di sé la parola amore.», versi di Julian Zhara (nella foto di Dino Ignani) tratti da “Vera deve morire”, libro d’esordio pubblicato da “Interlinea”, collana “Lyra giovani” a cura di Franco Buffoni. Un moderno poemetto sul potere illimitato e misterioso dell’amore. Ritagli di una poesia emblema di un lavoro bilingue che offrendo la riflessione su un tema perennemente irrisolto mira alla comunione tra l’italiano, lingua della comunicazione quotidiana e della formazione letteraria di Zhara, e l’albanese, lingua dell’infanzia e dell’inconscio.

Julian Zhara, poeta, performer, organizzatore di eventi culturali, è nato a Durazzo (Albania) nel 1986. Si trasferisce in Italia nel 1999. Ha all’attivo due pubblicazioni, In apnea (Granviale, 2009) e Vera deve morire (pubblicata da Interlinea sulla collana Lyra giovani a cura di Franco Buffoni nel 2018). Presente tra i finalisti del Premio Dubito in L’epoca che scrivo, la rivolta che mordo (Agenzia X, 2013). Dal 2012 lavora col compositore Ilich Molin. Nel 2014 partecipa con un progetto di spoken music a Generation Y, evento sulla poesia ultima, a cura di Ivan Schiavone, al MAXXI. Sempre con lo stesso progetto, è presente all’omonimo documentario andato in onda su Rai 5. Cura assieme a Blare Out, il festival di poesia orale e musica digitale Andata e Ritorno.
Nel 2016 gli viene assegnata una menzione speciale al Premio Internazionale di Poesia Alfonso Gatto. Sue poesie sono presenti in blog e riviste specializzate. Il suo nome e un suo testo (Elefante bianco) è citato da Paolo Giovannetti nel saggio La poesia italiana degli anni Duemila  (Carrocci, 2017). Vive lavora e scrive a Venezia.

Per info e prenotazioni: 3427166678 (Laura)
Strada transitabile in macchina sino alla malga.

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