Castellalto e la giurusdizione

La prima fonte certa che attesta la presenza di un insediamento stabile a Telve risale al 1160: in un documento redatto il 12 maggio di quell’anno è nominato infatti un certo Wala dominus de Telvo, capostipite della famiglia de Telvo. Essi diedero l’avvio, probabilmente verso la fine del XII o agli inizi del XIII secolo, alla costruzione delle prime parti murarie del castello di Castellalto, di cui possedevano i diritti feudali assieme a quelli di Castel Arnana e di Castel San Pietro. Sul finire del XIII secolo Telve era un centro vitale dotato di chiesa e di castello e nel 1296 possedeva una Carta di Regola. Col passare degli anni la famiglia de Telvo si era moltiplicata e divisa in tre rami feudali, ognuno dei quali occupava un proprio castello: Arnana, S.Pietro e Castellalto. Ciascun castello possedeva il diritto di giurisdizione civile sulla villa di Telve alternativamente per un anno. La linea di castel Arnana si estinse verso il 1310 e ciò comportò l’abbandono del castello mentre quella di castel San Pietro si estinse una ventina d’anni dopo ed il castello venne distrutto nel 1385 dall’esercito di Antonio della Scala. La dinastia dei de Telvo facenti capo a Castellalto fu la più duratura. I suoi componenti si stabilirono nel castello di Castellalto e, non si sa con certezza quando, mutarono il loro nome orginario con quello di domini de Castro Alto. Nel XIV secolo, i Castellalto furono oltre che spettatori anche protagonisti dei turbinosi avvenimenti che si susseguirono nella Valsugana feltrina e che si conclusero nel 1413 con la conquista del potere da parte dei Duchi d’Austria e Conti del Tirolo. I Castellalto non si opposero neppure alla dominazione dei Della Scala (1321-1337) e fecero addirittura dipingere sulla torre del loro castello l’arma scaligera, emblema del casato veronese.

Quando, nel 1413, Federico IV Duca d’Austria e Conte del Tirolo invase la valle conquistandone i castelli, divenne signore della Valsugana feltrina; i Castellalto furono perciò costretti a cambiar partito ed iniziarono ad intraprendere una politica improntata sempre più al raggiungimento di appoggi e favori presso la Casa d’Austria; questo li portò progressivamente a gravitare nell’area politica tirolese. Nel 1453 viene nominato capitano ducale a Castel Ivano Francesco III di Castellalto, il quale nel 1479 sarà anche luogotenente a Castel Telvana l susseguirsi di scontri, devastazioni, stragi e soprattutto l’uso tirannico dei potere operato dai giusdicenti dei castelli nei confronti della popolazione locale, avevano portato quest’ultima, sulla scia di notizie che giungevano d’oltralpe, a manifestare il proprio dissenso sotto forma di rivolta. La cosiddetta Guerra Rustica fece delle vittime notevoli anche in Valsugana. Fu in questo frangente che si distinse la figura di Francesco IV di Castellalto, brillante e valoroso uomo d’arme nonché uomo di cultura e fine diplomatico. Chiamato da Bernando Clesio a reprimere la rivolta in atto, liberò energicamente la città di Trento dagli assalitori ed in seguito si recò nelle valli limitrofe a punire i contadini ribelli. In questa missione diede prova di moderazione e buon cuore: come dice il Suster “egli ben di rado sedeva al banco della giustizia e il più delle volte anzi influiva per levare accuse sospette e mitigare carceri e pene come si può intravedere dagli atti dei processi e sopra tutto dalla buona memoria da lui lasciata specialmente in Valsugana”. Si spense a Trento nel 1555. Secondo il suo volere, venne sepolto nella chiesa di Telve dietro una lastra mortuaria rinascimentale che si era fatto appositamente costruire quando era ancora in vita; essendo privo di eredi maschi con la sua morte si estinse anche il casato dei Signori di Castellalto, che dal XIV secolo avevano dimorato nell’omonimo castello e da lì avevano retto, nel bene e nel male, le sorti del paese. Si aprì successivamente un lungo periodo di dispute per l’acquisizione dei beni, del maniero e dei diritti giurisdizionali ad esso connessi, i quali confluirono, attraverso le sorelle del defunto Francesco, nelle famiglie dei Lodron, Greifensee e Trautmannsdorf. Le prime due rinunciarono ai loro diritti a favore dei Trautmannsdorf. Nel 1635 i Trautmannsdorf vendettero Castellalto all’Arciduchessa Claudia de Medici, contessa del Tirolo, che venne investita della giurisdizione di Castellalto dal Vescovo di Feltre. Ella nominò come suo capitano e consigliere Armenio Buffa e nel 1652 il figlio Ferdinando Carlo diede in pegno il castello ai fratelli Zambelli di Bassano con la riserva però che esso potesse essere recuperato dai Buffa al momento in cui questi avessero avuto la disponibilità economica per farlo. Dopo una serie di dispute legali, nel 1671 quando Antonio Buffa sposò una Zambelli, con l’atto matrimoniale ricevette in dote anche la giurisdizione di Castellalto che ancora oggi è di proprietà dei baroni Buffa.

Il maniero è stato oggetto di ristrutturazione nel corso degli ultimi anni e i suoi ruderi sono visitabili previa prenotazione contattando l’Ecomuseo del Lagorai.

Per chi fosse interessato le ricerche seguite ai lavori degli ultimi anni hanno portato alla pubblicazione del volume “Castellalto storia di un antico maniero” disponibile contattando l’Ecomuseo del Lagorai o la Biblioteca di Telve.

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